
Sono blu i petali che avvolgono la mia anima,
che danzano impertinenti
al vento delle tue mani,
che ondeggiano maliziosi
al soffio dei tuoi desideri.
che come vellutata carezza
e su di te fa spegnere l’ultimo refolo di sogno.

A volte la solitudine si alza presto
prima dei miei occhi aperti
e di una sveglia senza suono.
Il tempo è solo una ragnatela di minuti
ricamata attorno ad un vuoto senza più memoria.
Sa far male il silenzio
quando grida l’abbandono
quando regala vertigini di assenza.

E sei qui
nella mia anima nuda
vestita solo di te.
Mani tese a violare il desiderio
mentre mi bruci dentro
e ti ancori alla mia essenza.
Assaporo briciole di passione,
raccolgo sapori di intimità percorse
e dentro un bacio
li smarrisco in te.


Mi ricordo di me
in ogni zolla di terra che calpesto,
la stessa terra coltivata e accarezzata da mio nonno.
In questo autunno afoso in cui le foglie hanno
coperto il passato, le sue orme, i miei piccoli passi,
le mie domande, le sue risposte, i nostri silenzi.
Folate di vento mi riportano indietro nel tempo,
lancette impazzite a sfiorare il mio ieri,
ad irrompere furiose nel mio presente.
Sento l’odore di queste zolle che parlano di me,
lo sento forte, intenso, implacabile.
Pulsa forte il mio cuore all’ombra dei ricordi
mentre raccolgo briciole di terra
a saziare la fame che ho di me.

Parcheggio l’anima in disparte
e scendo dal mondo
in punta di piedi
senza ferire il silenzio.
Forse solo per qualche ora,
forse solo per qualche giorno.
Voglio esistere solo io,
regalarmi tempo e sogni,
cucirmi sulla pelle i raggi del sole.
E tutto il mondo fuori.
Fuori da me.